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KRESHNIK ALIAJ

Kreshnik Aliaj nasce a Valona nel 1985 all'età di 14 anni si trasferisce a Firenze.
Si diploma nel 2006 al Liceo Artistico Leon Battista Alberti, prosegue i suoi studi artistici all'Accademia di Belle Arti di Firenze fino al 2009 senza conseguire il diploma.

 

Kreshnik Aliaj incontra nelle chiese e nei palazzi di Firenze gli artisti del Rinascimento. Non è semplicemente l’educazione di un artista alla storia dell’arte, è qualcosa di più e di diverso: è un lavoro quotidiano a stretto contatto con maestri, colleghi, rivali, amici, in buona misura viventi e reali. Una frequentazione virtuale ma concretissima delle loro botteghe scomparse, che per lui sono ancora aperte, animate di lavoro e affollate di opere. Se gli artisti rinascimentali avevano sperimentato, nella loro riconquista della figura umana, un’affinità di lavoro e di vita con i maestri dell’antichità classica, Kreshnik Aliaj vive con analoga fraternità il dialogo con i maestri del Rinascimento. Ne spia i gesti, il tocco, le invenzioni, le fatiche, le delusioni, i trucchi e le intuizioni. Li osserva lavorare, li interroga, li sfida, riconoscendoli come esempi di un lavoro condiviso, compagni della stessa aspirazione a trasformare la vita in scultura e la scultura in vita, non accontentandosi di nulla che sia scultura. L’ammirazione diventa così familiarità e il rispetto comprensione. Coglie e analizza la forza plastica di Michelangelo, la moltiplicazione miracolosa e tragica dei muscoli, la piegatura titanica delle mani e delle teste, ma anche la straordinaria parabola formale dall’anatomia giovanile a quella delle ultime opere. Discute con Pontormo e Parmigianino la manipolazione di lunghi corpi culminanti in uno sguardo, scoprendo che l’anatomia e la gravità possono ingaggiare un duello inesauribile di curve plastiche. Frequenta giorno e notte artisti la cui ossessione anatomica disfa ogni realismo, stabilendo il modello di corpi più veri del vero. Ogni torsione, ogni tensione della figura, testimonia la lucida convinzione che il corpo sia l’unico strumento con il quale la mente può indagare lo spazio e il mondo in cui viviamo. Ciò che rende Kreshnik Aliaj uno scultore vero non è solo la sincera e moderna assimilazione delle soluzioni stilistiche dei giganti classici; è anche e soprattutto la sua partecipazione a quel sentimento universale della forma umana che, pur intangibile come tutti i pensieri, diventa visibile quando uno scultore inizia a scolpire il marmo.

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